DA PAUROSA-MENTE… A POSITIVA-MENTE

Oggi va di gran moda parlare, fare conferenze e scrivere di paura. Quasi ogni edizione di un telegiornale, su qualsiasi media, inizia con informazioni di drammi, guerre, omicidi, disastri. In effetti è una delle emozioni più provate dagli esseri umani ma ci sono anche: gioia, serenità, felicità, tristezza, rabbia, invidia, gelosia, nostalgia, vergogna, tenerezza, etc. Senz’altro gli eventi spesso drammatici che invadono quotidianamente le nostre case attraverso i media non creano le condizioni perché la paura stia lontana dai nostri pensieri, però, anche un’emozione di paura, prima di manifestarci in tutte le sue declinazioni e criticità peggiorative come panico e fobia, vive e si nutre di un certo tipo di pensieri e atteggiamenti.

Alcuni dati statistici forniti da ADN-Kronos, indicano che sono oltre 2 milioni gli italiani che soffrono di “disturbo da attacchi di panico”, 9 su 10 vivono spesso stati d’ansia, depressione e panico aggrediscono moltissimi manager, circa il 45% dei lavoratori digitali sembra accusi disturbi da Netdipendenza o tecno stress, questi e altri dati sono in fortissimo aumento in tutte le società ad alto sviluppo tecnologico e sono quasi assenti in altre culture. A dire la verità sembra soffrissero di ansia e panico anche Aristotele, Platone, Petrarca, Napoleone e altri famosi personaggi della storia, quindi molto probabilmente il problema viene da lontano ed accompagna l’uomo da secoli. Improvvisa ed intensa sudorazione, batticuore, un repentino nodo alla gola, irrigidimento muscolare, una nausea istantanea e forti dolori al petto insieme ad una impensata paura di morire; ecco come si presenta un disturbo da attacco di panico. In questi casi serve necessariamente rivolgersi al proprio medico che a sua volta può inviare ad uno specialista, è fortemente sconsigliato il fai da tè o approcci palliativi.

Ci sono indubbiamente fattori biologici e psicologici scatenanti, ma continuare a vivere immersi nella frenesia dei media, facendosi travolgere da miliardi di click ogni giorno o centinaia di input ogni ora, tra i-phone, pc, social, Tv, sms, chat, altre tecnologie per lo svago e il tempo libero, non aiuta di certo a diminuire ansietà e stress.

Quando lasciamo che la tecnologia sviluppi il suo effetto invasivo e pervasivo facendole prendere il sopravvento sul nostro autocontrollo, sulla capacità di riflessione, sul senso di efficacia, sulle capacità di ragionamento e scelta, come esseri umani abdichiamo alla nostra superiorità di uomini sulle macchine e diventiamo facili prede di qualsiasi paura noi possiamo percepire (vedi Matrix 1999). Serve allora accettare che il grande aumento di figure professionali nuove ed esperte in “relazioni d’aiuto”, come educatori, counsellor, coach, agevolatori del benessere, formatori e mental trainer, dimostrano quanto stia aumentando l’esigenza di cercare rimedi concreti all’essere immersi in un contesto sociale che spesso ci fa “paura”. Ecco allora che, considerata improbabile, a breve, una diminuzione degli eventi negativi, o un diverso orientamento di governi e media, diventa urgente che le persone imparino come sviluppare, mantenere e potenziare un atteggiamento mentale positivo, una visione creativa e dinamica della vita, una capacità di autocontrollo dei propri pensieri e delle emozioni, dei propri comportamenti e dunque della propria mente. Soltanto imparando e formandoci positiva-mente possiamo imparare come diminuire, o eliminare l’impatto negativo di ciò che percepiamo o viviamo paurosa-mente.

Dott. Damiano Frasson
Formatore – Consulente – Coach di GRUEMP

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